Un giovane di 26 anni residente a Castellammare di Stabia è stato arrestato nella mattinata di oggi, 14 settembre 2026, dai carabinieri della Stazione di Sant’Antonio Abate. Il provvedimento è stato eseguito in applicazione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica.
Orrore a Castellammare, l’attira via social, la porta in cantina e la violenta: 26enne arrestato
Il 26enne è gravemente indiziato, secondo quanto comunicato dagli inquirenti, dei reati di violenza sessuale, lesioni personali e sequestro di persona pluriaggravati. I fatti contestati sarebbero avvenuti nella notte tra il 2 e il 3 agosto 2026 ai danni di una ragazza poco più che maggiorenne. Le indagini, coordinate dalla Procura di Torre Annunziata e condotte dai carabinieri, sono partite dalla denuncia-querela presentata dalla giovane nei giorni successivi all’accaduto.
L’incontro sui social e la cantina a Castellammare
Stando alla ricostruzione investigativa, il 26enne avrebbe conosciuto e adescato la ragazza attraverso un noto social network. Successivamente l’avrebbe convinta con l’inganno a raggiungere una cantina situata in un condominio di Corso Alcide De Gasperi, a Castellammare di Stabia.
Una volta all’interno del locale, secondo l’ipotesi accusatoria, il giovane avrebbe sbarrato l’unica porta d’ingresso utilizzando un pesante termosifone e avrebbe sottratto il telefono cellulare alla vittima, impedendole così di allontanarsi e chiedere aiuto. La ragazza sarebbe rimasta privata della libertà personale per diverse ore.
Le accuse di violenza e le indagini dei carabinieri
Nonostante il dissenso, le suppliche e i tentativi di difendersi della giovane, il 26enne avrebbe sottoposto la vittima a ripetute violenze fisiche e atti sessuali, ricorrendo, secondo gli investigatori, a percosse e gravi minacce di morte. Nella ricostruzione contenuta nel provvedimento viene inoltre contestato l’utilizzo di travi di legno per immobilizzare la ragazza.
Il racconto fornito dalla persona offesa è stato ritenuto dagli inquirenti chiaro, dettagliato e coerente. La sua versione, secondo quanto riferito dalla Procura, avrebbe trovato riscontri nei referti medici ospedalieri, nei rilievi fotografici effettuati dalla polizia giudiziaria e nelle testimonianze delle persone alle quali la giovane si sarebbe confidata subito dopo i fatti.
Il gip dispone la custodia cautelare in carcere
Al termine degli accertamenti, il gip del Tribunale di Torre Annunziata ha disposto nei confronti del 26enne la custodia cautelare in carcere. Nel provvedimento il giudice avrebbe evidenziato l’estrema gravità della condotta contestata, la particolare pericolosità sociale dell’indagato e il concreto rischio di reiterazione di reati della stessa natura. L’arresto è stato quindi eseguito questa mattina dai militari della Stazione Carabinieri di Sant’Antonio Abate.

