Dall’arresto nell’ambito dell’inchiesta sul maxi colpo alla gioielleria Marotta di Aversa all’affidamento in prova ai servizi sociali. Nuovo capitolo nella vicenda giudiziaria che riguarda Ferdinando Russo, 23enne giuglianese conosciuto come “Cimminiero”.
Il giovane era finito in carcere a Santa Maria Capua Vetere nell’ambito delle indagini sulla rapina alla gioielleria aversana, dove, secondo l’accusa, sarebbe entrato in azione insieme ad almeno altri quattro complici.
Il colpo alla gioielleria di Aversa e il tunnel nelle fogne
Secondo la ricostruzione accusatoria, il gruppo avrebbe raggiunto la gioielleria attraverso la cosiddetta “tecnica del buco”, utilizzando un tunnel realizzato attraverso la rete fognaria di Aversa per sbucare dal pavimento dell’attività commerciale.
Il bottino contestato sarebbe stato di circa 300mila euro. Nell’ambito delle indagini, un elemento ritenuto significativo dagli investigatori sarebbe stato rappresentato da una traccia di sangue rinvenuta all’interno della gioielleria.
Le contestazioni nei confronti dell’indagato restano naturalmente soggette alle valutazioni dell’autorità giudiziaria e al principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
Dai domiciliari all’accusa di evasione
Successivamente Russo aveva ottenuto gli arresti domiciliari presso la propria abitazione di Giugliano. La misura era stata poi revocata in seguito a un episodio qualificato come presunta evasione. Su quest’ultima contestazione, però, il procedimento ordinario si è concluso con l’assoluzione dall’accusa di evasione.
Concesso l’affidamento in prova ai servizi sociali
Adesso arriva un nuovo provvedimento. Il magistrato di sorveglianza di Napoli, accogliendo la richiesta presentata dall’avvocato Luigi Poziello del Foro di Napoli Nord, ha concesso al 23enne la misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali.
Una decisione che modifica dunque il regime al quale è sottoposto il giovane e rappresenta un nuovo passaggio nella sua vicenda giudiziaria.